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La mia ultima capoeira in Brasile / A minha última roda de capoeira no Brasil

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Olá todo mundo! Tudo beleza?

Roda de Capoeira a Barra do Garças – MT

Stasera, come tutti i martedì e i giovedì, sono andato all’allenamento di capoeira. Ma questa volta la roda de capoeira non è stata come al solito, è stata speciale perché era l’ultima.
Terminati il riscaldamento, gli esercizi e la prima roda, la maestra e il maestro si rivolgono così al gruppo di capoeira: “Questa è l’ultima lezione per Francesco, che martedì prossimo sarà sulla strada di ritorno per la sua terra e non potrà più seguire le rodas di capoeira del nostro gruppo. Speriamo che lui possa portare in Italia qualcosa della cultura dell’ABADÀ-CAPOEIRA. Ed ora cantiamo per lui una musica speciale e seguiamo il nostro rituale come in caso di compleanni”.
A questo punto il maestro Catitú inizia a intonare una musica di capoeira adattata al mio ritorno in Italia e tutti iniziano a battere le mani al ritmo del tamburo e del berimbau. Io – proprio come avviene quando qualcuno compie gli anni – vengo messo al centro del cerchio (roda) di capoeirsti e gioco a capoeira con quasi tutti i membri del gruppo.
Alla fine di questo stancante rituale capoeiristico di augurio tutti si siedono tranne me; la maestra mi dice: “puoi rimanere in piedi, dobbiamo scegliere il tuo soprannome di capoeira (port: apelido)”. A questo punto qualcuno dalle retrovie propone: açafrão!
Ecco scelto il mio apelido, in qualsiasi contesto di capoeira il mio nome è açafrão (ita: zafferano).

Io non ho potuto fare altro che ringraziare i miei amici capoeiristi di Barra do Garças per tutti gli insegnamenti che mi hanno dato: la capoeira non è solo una lotta, non è solo una danza, la capoeira è anche rispetto, disciplina, pazienza, attenzione e determinazione.

 

Il maestro, la maestra ed io. Abadá Capoeira - Barra do Garças, maggio 2014
Il maestro Catitu, la maestra Sinhá ed io. Abadá Capoeira – Barra do Garças, maggio 2014

Até logo!

Chi l’avrebbe mai detto… [Capoeira&MuayThai]

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Bom dia galera!
In questo post vorrei parlarvi di una cosa con cui – prima di venire in Brasile – mi ero confrontato davvero poco: lo sport.

Per riempire il tempo vuoto nella prima parte della mia esperienza avevo optato per un abbonamento in palestra e in piscina, ma il trascorrere dei giorni mi ha portato a rivedere questa scelta.
Essendo in una comunità molto diversa da quella in cui vivo in Italia, ho pensato che un buon modo di interagire con le persone fosse praticare sport di gruppo. Perciò ho da pochissimo tempo iniziato il muay thai e la capoeira.

È stato un mio amico e compagno di classe brasiliano che mi ha convinto a iniziare il muay thai, uno sport da combattimento a contatto pieno che ha le sue origini nell’antica tecnica di lotta thailandese. È la prima volta che provo a praticare un’arte marziale e posso garantire di essere rimasto affascinato dalla disciplina e dal rispetto che questo sport richiede.
Nella mia prima lezione il maestro ha riservato la prima mezz’ora per un intensissimo riscaldamento fisico e successivamente mi ha iniziato a spiegare le mosse basilari del muay thai. Calcio ad altezza ginocchio, ad altezza coscia, ad altezza faccia e così via…

Ho poi deciso di provare anche la capoeira per sperimentare qualcosa di veramente brasileiro. 
La capoeira (pronuncia portoghese: kapuˈejɾɐ) è un’arte marziale brasiliana creata principalmente dai discendenti di schiavi africani nati in Brasile con influenza indigena brasiliana, caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l’armonia dei movimenti (per questo spesso scambiata per una danza). [fonte: wikipedia]

Nella capoeira si vestono larghi pantaloni bianchi alla cui cintura può essere collocata una corda, il cui colore simboleggia il livello di capoerista (principiante, batizado, mestre etc…) .
Nella tradizione della capoeira i lottatori/giocatori si dispongono a cerchio formando la roda e iniziano a battere le mani seguendo il ritmo dei tamburi e del berimbau. È proprio il suonatore del berimbau – strumento musicale a forma di arco – a dare inizio al gioco, a determinare il ritmo della roda e a decidere quando farla terminare. 
Quando due capoeiristi intendono sfidarsi si portano davanti al/ai suonatore/i di berimbau e attendono silenziosamente che i due precedenti giocatori terminino il gioco; quando arriva il momento entrano nella roda e iniziano a gingare (la ginga è il movimento basico della capoeira) e a sferrare i propri colpi.

Da quanto ho potuto osservare nelle mie primissime rodas, anche nella capoeira sono molto importanti disciplina e rispetto, soprattutto il rispetto verso i più anziani e verso i più esperti (mestre)
La capoeira originariamente era.assai violenta, in quanto si trattava di una lotta di liberazione dalla schiavitú dissimulata nella danza. Tuttavia la capoeira normalmente praticata ai giorni nostri non prevede l’uso della violenza e il contatto fisico è molto limitato.


Io proverò nei prossimi tempi a migliorare in questi due sport. Spero vi possa essere interessato leggere qualcosa su queste due specialità poco praticate in Italia.
Atè logo!

 

Qui Brasile. Si avvicina la Coppa del Mondo…

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”Non c’è nessuna strada facile per la libertà”

Nelson Mandela

Prima di iniziare questo post ho voluto riportare una citazione del grande eroe sudafricano, morto ieri a 95 anni di età. 

Oggi, 6 dicembre 2013, c’è stato il sorteggio finale per la Copa do Mundo che sarà ospitata qui in Brasile nell’estate 2014. Centinaia di giornalisti e cameraman provenienti da tutto il globo, luci soffuse e clima di tensione; è in questa atmosfera che avviene l’estrazione delle piccole sfere che decidono il destino delle 32 nazionali in gara. Nella mia famiglia ospitante si tira un respiro di sollievo, dato che la selção brasileira non dovrà vedersela con avversari particolarmente difficili. Gli Azzurri – al contrario – non sono stati altrettanto fortunati, trovandosi in un girone complicato con Inghilterra, Uruguay e Costa Rica.

Ma tralasciando questi dati puramente tecnici, vorrei parlarvi del retroscena di questa Coppa del Mondo. Un backstage fatto di proteste e controversie, come si può ben osservare nel video a seguire. Circa 250 mila persone sono state sfrattate, affinché lo spazio occupato dalle loro case fosse destinato alle strutture della FIFA e per l’enorme evento calcistico sono stati spesi miliardi di dollari. L’utilizzo di tutto questo denaro pubblico viene visto come ingiusto e incoerente dai meno abbienti e soprattutto dal ceto medio brasiliano, che negli ultimi anni è cresciuto notevolmente.

Il video – realizzato da numerosi attivisti e collaboratori indipendenti – è in portoghese con sottotitoli in inglese. 

Spero che le immagini che avete appena visto vi possano aver lasciato uno spunto di riflessione. Io non penso che la Coppa del Mondo sia un evento negativo, anzi secondo me è un bellissimo momento di fratellanza sportiva in cui ci si può divertire tifando per la propria nazionale. Detto questo, ritengo sia giusto vedere i due lati della medaglia e -mentre saremo seduti sul divano con le bandierine tricolore e le trombette da tifoso – mi ricorderò di ciò che ho appreso in questo filmato.

Per congedarmi, vi voglio mostrare un altro video: un cortometraggio che ho registrato insieme a due miei grandi amici brasiliani e a un gruppo di capoeira. Enjoy!


Atè logo!